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Family pivot

Famiglia, baricentro dell’ordine sociale

Una società sana e stabile dipenda dalla prosperità e dall’indipendenza delle singole famiglie, non da grandi entità economiche o statali.

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FAMIGLIA PERNO DELLA SOCIETà

La famiglia per il distributismo non rappresenta solo un’unità affettiva, ma un nucleo di responsabilità reciproche che la la rendono cellula primaria di qualsiasi ordinamento sociale e quindi l’unità economica e produttiva principale. Per questo la sua indipendenza è cruciale. Se la famiglia possiede la casa, la terra o un’attività, non dipende da un datore di lavoro esterno per la sua sussistenza. Questa autonomia le permette di prendere decisioni basate sui propri valori e bisogni, piuttosto che essere soggetta alle logiche di un’economia di massa.

Il crollo demografico cui stiamo assistendo, è originato primariamente da fattori culturali, fattori che tuttavia trovano un terreno fertile nell’insufficiente stabilità economica e in un crescente senso di precarietà avvertito dalle giovani generazioni. In un sistema in cui la proprietà è concentrata in poche mani (capitalismo avanzato) o in quelle dello Stato (socialismo), la maggior parte delle persone non possiede i mezzi per provvedere pienamente alla propria famiglia. La mancanza di una casa di proprietà, la dipendenza dal mercato del lavoro per la sussistenza e l’incertezza sul futuro rendono la decisione di avere un figlio (o di averne più di uno) un rischio economico e sociale.

LA NOSTRA VISIONE

Il distributismo vuole agire direttamente sulle cause profonde che prevengono la costituzione di nuclei familiari. La soluzione al problema demografico, conseguenza diretta della crisi dell’istituzione famigliare, non può ridursi esclusivamente a una questione di incentivi economici. Si tratta di riedificare il tessuto sociale attraverso la riedificazione della famiglia stessa all’interno della società, rendendola nuovamente la principale unità di vita e, come conseguenza, di produzione. Fornendo poi alle famiglie la possibilità di essere autonome e di avere una base sicura, si crea un terreno fertile per un aumento naturale della natalità. La proprietà dei beni essenziali, un’adeguata sicurezza economica rappresentano una base più solida su cui costruire il proprio futuro. 

"L'atto di fondare la famiglia, lo ripeto, è stata un'avventura individuale al di fuori dei confini dello Stato"

I PUNTI PROGRAMMATICI

Promuovendo la diffusione della proprietà, il distributismo mira a creare stabilità sociale intrinseca, superando la logica della dipendenza da un salario o da un welfare statale.

In generale si ritiene che un ordinamento economico-sociale-politico sia sano quando consente ad un membro di un nucleo familiare tipico di lavorare per 8 mesi all’anno e mantenere in maniera più che dignitosa gli altri 3 (consorte e due figli).

  • Agevolazioni fiscali per la creazione e la gestione della piccola proprietà produttiva
  • Supporto a livello locale per le attività produttive a conduzione familiare, riducendo la dipendenza dalle grandi industrie
  • Incoraggiamento alla formazione di cooperative di produttori e consumatori, che permettono alle famiglie di collaborare e condividere i mezzi di produzione senza perdere la propria indipendenza, favorendo la coesione sociale
  • Politica dell’edilizia finalizzata alla costruzione di case sufficientemente grandi per famiglie numerose
  • Sussidi comunitari (o attraverso le gilde) per gestanti o famiglie in difficoltà economica

OPINIONI ILLUSTRI

La vera famiglia, costituita da un uomo e una donna uniti in matrimonio e aperti alla vita, precede qualsiasi forma di Costituzione e Stato, rappresentando un'aggregazione umana naturale, custode della vocazione alla trasmissione della vita stessa e luogo ideale per ospitarla. Numerose figure intellettuali che non sono distributiste o addirittura hanno osteggiato il pensiero distributista, non ne possono negare la centralità nella vita dell'uomo e quindi nell'ordinamento sociale.

“Un uomo viaggia per il mondo alla ricerca di ciò di cui ha bisogno e torna a casa per trovarlo”

Scrittore

“Quando una famiglia si rompe non si sente il crack della rottura. Non si sente un suono. Ce se ne accorge solo a distanza di anni”

Scrittrice

"Forse il più grande servizio sociale che possa essere reso da chiunque al Paese e all’umanità è formarsi una famiglia"

Drammaturgo

“Chiamatelo clan, chiamatela rete sociale, chiamatela tribù, chiamatela famiglia. Comunque la chiamiate, chiunque siate, ne avete bisogno”

Scrittrice

La cosa più straordinaria al mondo è un uomo comune, una donna comune e i loro figli comuni.

Scrittore e pensatore

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