Il presente testo offre un'analisi storica e strutturale del corporativismo austriaco, un peculiare modello di organizzazione statale implementato nei primi anni Trenta sotto la guida del Cancelliere Engelbert Dollfuss.Collocato nel turbolento contesto politico europeo tra le due guerre mondiali, questo sistema si proponeva come una via alternativa sia al liberalismo che al marxismo. L'architettura istituzionale, …
Il presente testo offre un’analisi storica e strutturale del corporativismo austriaco, un peculiare modello di organizzazione statale implementato nei primi anni Trenta sotto la guida del Cancelliere Engelbert Dollfuss.
Collocato nel turbolento contesto politico europeo tra le due guerre mondiali, questo sistema si proponeva come una via alternativa sia al liberalismo che al marxismo. L’architettura istituzionale, fortemente influenzata dalla dottrina sociale della Chiesa Cattolica e dalle antiche tradizioni delle corporazioni asburgiche, mirava teoricamente a sostituire la lotta di classe con la pace sociale e la collaborazione tra capitale e lavoro.
Il Corporativismo austriaco
traduzione da pagina 80 a 86 del volume “Comunismo Cristianismo e Corporativismo” di Gustavo Barroso
Le Corporazioni austriache furono istituite dal governo del Cancelliere Dollfuss, subito dopo i sanguinosi disordini comunisti, mascherati da socialdemocratici, che furono duramente repressi da quell’eminente statista cristiano. Lo Stato Corporativo austriaco si ispirò alle tradizioni e alle realtà nazionali, consultandole e interpretandole fedelmente.
Fonti del Corporativismo Austriaco
a) L’antica tradizione corporativa austriaca, alla quale la vecchia Duplice Monarchia era rimasta fedele per tutto il corso del diciannovesimo secolo, tanto che la Costituzione del 1868, confermata dalla legge del 1883, preservò le Corporazioni delle Arti e dei Mestieri all’interno del corpo elettorale dell’Impero;
b) Lo spirito cristiano-sociale che influenzò il Cancelliere Dollfuss, formatosi in seno al glorioso partito cattolico che Monsignor Seipel riorganizzò subito dopo la guerra, al fine di difendere la nazione minacciata da ogni parte. La dottrina ufficiale del partito cattolico derivava direttamente dalle encicliche Rerum Novarum e Quadragesimo Anno.
c) Le pressanti necessità di difesa sociale e di difesa nazionale. Obbligato a combattere contro la socialdemocrazia, contro le forze segrete e contro il comunismo che si celava dietro la prima, obbligato a impedire che il vicino hitlerismo assorbisse l’Austria, il Cancelliere Dollfuss creò lo Stato Cristiano-Sociale austriaco, nel quale, secondo gli studi di Roland Pré nel suo libro Bilan du Corporatisme, l’organizzazione corporativa assume una forma moderna, ma dimostra una forte tendenza verso il senso classico delle antiche corporazioni.
Simbolo del Christliche Arbeiterbewegung (Movimento Cristiano dei Lavoratori).
Forze Spirituali del Corporativismo Austriaco
a) Fede Cattolica: affermazione delle sacre tradizioni cristiane della patria.
b) Fede Austriaca: affermazione dello spirito nazionale.
c) Fede Germanica: affermazione della credenza nei destini della Stirpe.
Principi del Corporativismo Austriaco
a) Primato dello spirituale sul sociale e sull’economico, categoricamente affermato nel Preambolo della Costituzione e nel Preambolo della Legge Sindacale: “In nome di Dio Onnipotente, dal quale procede ogni Diritto, il popolo austriaco riceve questa Costituzione, per fondare il proprio Stato Cristiano Germanico su base corporativa; E al fine di garantire, nello spirito dei sentimenti cristiani, della giustizia sociale e dell’amore per la Patria, ai lavoratori e agli impiegati l’effettiva rappresentanza dei loro interessi, preparando la loro incorporazione nell’organizzazione corporativa della società, si stabilisce quanto segue…”
b) Primato del sociale sull’economico, organizzando innanzitutto i rapporti di lavoro, la cooperazione e l’armonia tra datori di lavoro e dipendenti, con lo scopo principale di instaurare la pace sociale. La buona organizzazione della produzione, il suo controllo e la circolazione della ricchezza si risolvono solo in funzione di questa pace sociale prestabilita.
Il 17 febbraio 1934, il Cancelliere Dollfuss dichiarò ai giornali: “Vogliamo una rappresentanza dei lavoratori dal punto di vista corporativo, cioè all’interno delle strutture che uniscono i datori di lavoro al mondo degli impiegati e dei lavoratori, invece di metterli gli uni contro gli altri.”
Per questo: la riunione di tutti i datori di lavoro e i lavoratori della medesima professione in un’unica corporazione governata da un Consiglio Corporativo composto per metà da datori di lavoro e per metà da lavoratori; deliberazioni di datori di lavoro e lavoratori in assemblee distinte, il cui accordo diviene necessario per l’adozione di misure di interesse comune (contratti collettivi, arbitrati, ecc.).
Critica del Corporativismo Austriaco
Tra tutte le dottrine corporative del mondo attuale, la più semplice, senza dubbio, è quella austriaca. Essa propugna un quadro sufficientemente ampio, capace di adattare facilmente al proprio carattere le eredità sindacali del socialismo. In materia innova molto meno rispetto al Fascismo italiano o all’Estado Novo portoghese.
Rompe completamente con le dottrine materialiste, liberale e marxista, ponendo come obiettivo principale dell’organizzazione corporativa non la prosperità economica, e nemmeno la protezione individuale del lavoratore, ma piuttosto la Pace Sociale, regolando le relazioni tra datori di lavoro e salariati in quanto elementi costitutivi indispensabili del medesimo corpo sociale, sotto il primato dello Spirito.
Il corporativismo austriaco penetra a fondo nel problema fondamentale del mondo moderno, che è quello di restituire al sociale il primato sul politico, sull’economico e sull’individuale, e di restituire allo spirituale il primato su di essi.
Da questo punto di vista, il corporativismo austriaco trova elementi di paragone solo nel corporativismo portoghese ed è superato unicamente dall’Integralismo brasiliano.
Organizzazione del Corporativismo Austriaco
Il piano corporativo austriaco prevede quanto segue:
a) Organizzazione parallela di sindacati per datori di lavoro e lavoratori in ogni attività professionale.
b) Collegamento tra queste varie organizzazioni a diversi livelli.
c) Classificazione dell’economia nazionale in otto rami principali:
I — Agricoltura e Silvicoltura.
II — Industria e Miniere.
III — Artigianato. IV — Commercio e Trasporti.
V — Banche.
VI — Assicurazioni.
VII — Libere Professioni.
VIII — Servizi Pubblici.

Simboli dei Ceti (in alto a sinistra fino in basso a destra): Industria, Commercianti e Trasportatori, Mestieri, Agricoltura, Denaro e Credito, Libere Professioni, Comunità Culturali, Servizi Pubblici.
Ciascuno di questi rami costituisce una corporazione che regola i propri affari, le proprie questioni e i propri interessi, pienamente autonoma a livello regionale e nazionale.
Ogni corporazione è suddivisa in associazioni professionali che raggruppano diversi mestieri relativi allo stesso ramo di produzione, il cui numero varia a seconda delle corporazioni, avendo ciascuna un sindacato dei lavoratori e un sindacato dei datori di lavoro.
Queste associazioni professionali sono suddivise geograficamente in associazioni regionali e associazioni locali, nelle quali si trovano le medesime organizzazioni paritetiche di lavoratori e datori di lavoro.
A livello locale (l’impresa), il collegamento è stabilito tra datori di lavoro e lavoratori da una comunità di lavoro che riunisce il datore di lavoro e i delegati del suo personale, detti uomini di fiducia.
Queste comunità discutono l’applicazione dei contratti collettivi, la regolamentazione del lavoro, la disciplina nelle officine; nessuna discussione è valida senza l’accordo tra il datore di lavoro e la maggioranza degli uomini di fiducia.
A livello regionale (provincia), il collegamento è stabilito all’interno delle Camere Professionali locali. In ogni regione vi è una Camera Regionale per ogni corporazione.
A livello federale, il collegamento è stabilito all’interno di una Camera Professionale Federale, l’espressione suprema di ogni corporazione, che riunisce i delegati delle associazioni professionali regionali.
Queste camere hanno funzioni normative e di rappresentanza.
I loro delegati compongono infine il Consiglio Economico Federale di 70 membri, che è uno degli organi legislativi dello Stato e partecipa alla costituzione della Dieta Federale, alla quale fornisce 20 delegati sui 59 che la costituiscono.
Attraverso questa Dieta, le corporazioni austriache sono incorporate nello Stato, la cui autorità si esercita sul piano sociale e politico mediante il controllo delle decisioni delle organizzazioni federali, delle elezioni e delle nomine alle cariche superiori.
Solo la corporazione dei servizi pubblici è quasi interamente soggetta allo Stato. Sul piano economico, questo sistema funziona con grande liberalismo.

Le 5 Associazioni Occupazionali (Ceti) della Federazione Sindacale.
Le Conquiste del Corporativismo Austriaco
Nello stato attuale dell’organizzazione professionale del mondo, i principi del piano corporativo austriaco sono tra quelli che possiedono il maggiore interesse dottrinale.
Principi eccellenti. Un piano semplice e capace di essere adattato alla maggior parte delle nazioni moderne.
Ciononostante, i suoi risultati non sono stati quelli auspicabili, rimanendo molto indietro rispetto a quelli ottenuti in Italia e in Portogallo. Vi hanno contribuito principalmente due cause.
La prima è stata che i governi di Dollfuss e Schuschnigg, a causa delle loro difficoltà politiche interne ed esterne, non hanno avuto né la possibilità né il tempo di attuare immediatamente il piano corporativo stabilito, teoricamente troppo liberale per essere eseguito sotto il regime di dittatura imposto dalle circostanze allo Stato austriaco, il che ha prodotto una contraddizione tra la dottrina e i fatti.
La seconda fu la creazione, in virtù delle suddette circostanze, del Fronte Patriottico, il grande patto cattolico austriaco, a cui, con un decreto del gennaio 1934, il governo affidò il compito di organizzare l’amalgama politico di tutti gli austriaci attorno alla nuova costituzione, incaricandolo inoltre della propaganda a favore delle nuove istituzioni professionali.
Ciò fece sì che il sistema cadesse sotto il completo dominio di questo elemento partitico.
Fino ad ora, sono state istituite solo le corporazioni dei dipendenti pubblici, dell’agricoltura e dell’industria.
Fonte: https://archive.org/details/comunismocristianismoecorporativismo





